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La ricerca della verginità

reggio palazzosangiorgio150416di Claudio Cordova - Se il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, avesse usato in tutti questi anni di amministrazione la stessa durezza, la stessa chiarezza e la stessa energia vista nella conferenza stampa di ieri, avrebbe avuto in chi scrive uno dei suoi più grandi sostenitori. Purtroppo gli anni di amministrazione hanno avuto tante, troppe, indecisioni, tanta, troppa, inadeguatezza, tanti, troppi, scivoloni, tanti, troppi, punti poco chiari. Dalla inconsistenza della Giunta, al caso Miramare, passando per la querelle Marcianò, l'ingombrante presenza di Paolo Romeo, il trasferimento (mancato) della nuora dell'avvocato Giorgio De Stefano, e i messaggi scambiati dal sindaco con i parenti della cosca Libri.

Et cetera, et cetera.

Vogliamo credere – proprio perché mai vi è stato alcun astio personale – che la conferenza stampa di ieri possa rappresentare un nuovo inizio per Falcomatà e per il suo modo di fare politica e di amministrare una città complessa come Reggio Calabria. Se così fosse, si potrebbe davvero aprire una fase diversa: perché lo "scopo del gioco" che cerchiamo di perseguire – nonostante ciò che pensano le piccole menti – è il bene della città.

Benissimo ha fatto il sindaco nel sottolineare come gli anni oscuri del centrodestra siano ancora un pesante fardello per l'intera comunità. E non solo sotto il profilo materiale delle evidenti ristrettezze economiche in cu giacciono le casse comunali. Ma anche per una questione di mentalità diffusa, che si è appropriata, quasi come una cancrena, dell'animo di molti cittadini.

A quel modo di fare politica bisogna dire no.

La città merita un sindaco capacere di essere duro, quando serve. Un sindaco che non partecipi solo alla presentazione del libro di Alessandro Baricco, ma anche a quella (disertata) di un libro che racconta anche le gesta di un grande reggino come Natale De Grazia.

In questi anni Falcomatà ha avuto poche luci e tante ombre. Si liberi delle zavorre, se dipende da alcune discutibili presenze politiche che gli gironzolano attorno e parli sempre come ha parlato ieri.

Con chiarezza e senza usare i guanti bianchi.

Molti dei temi sollevati dal primo cittadino in conferenza stampa sono gli stessi per i quali ci battiamo da tempo, spesso circondati dallo scherno anche da parte di chi si sarebbe dovuto schierare, senza se e senza ma, dalla nostra parte: dallo strapotere di determinati soggetti nel panorama politico cittadino all'ambiguità di una certa politica sul tema principale del sottosviluppo economico, sociale e culturale della città.

La 'ndrangheta.

Da più parti, per screditare i nostri scritti, per ghettizzarci, per depotenziare le nostre idee, si vuole far passare la nostra testata come una succursale dell'organo giudiziario: non è così. Se solo sapeste quanti magistrati di grande fama non godono della nostra stima...

I processi si celebrano nelle aule di giustizia. Ma ciò che emerge, sotto il profilo fattuale (NON GIUDIZIARIO-NON GIUDIZIARIO-NON GIUDIZIARIO) lo utilizziamo per analisi sociali. Una su tutte: vi possono essere – e vi sono – condotte che non sono rilevanti sotto il profilo penale, ma che rappresentano comunque qualcosa di sbagliato, di immorale, di ingiusto, di grave, soprattutto per chi ricopre ruoli pubblici o per chi ambisce a ricoprirli.

Nella conferenza stampa di ieri, Falcomatà ha detto anche questo. E finalmente, alcune delle battaglie che abbiamo portato avanti in questi mesi, hanno trovato concretezza in un discorso politico.

Non si può non stare con il sindaco di Reggio Calabria nel sostenere che prima di chiedere nuovamente la fiducia ai cittadini, il centrodestra dovrebbe chiedere scusa per gli anni bui fatti vivere alla città e culminati con lo scioglimento del Comune. E, ancor di più, non si può non essere d'accordo che non ci si può dire contro la 'ndrangheta ed essere poi nella stessa cordata di determinati furfanti che restano tali, anche se adesso indossano giacca e cravatta.

La verginità, una volta persa, non può essere riacquisita. Una puttana, se fosse onesta, non cercherebbe mai di passare per illibata. E questo vale per tutti: per chi è stato partecipe di una stagione illecita e per chi oltre alle parole è chiamato a essere coerente con i fatti.

Noi queste battaglie le combattiamo da tempo. E continueremo a farlo, sul campo, anche nei prossimi mesi, in vista delle elezioni comunali. Su questo tipo di temi sarà fondamentale confrontarsi.