Calabria Lavoro, Cisal Fpc: "Non c'è pace per dipendenti inseriti in programma di stabilizzazione"

"Non esiste pace e tranquillità per i lavoratori di Calabria Lavoro inseriti nel "Programma di Stabilizzazione" in quanto appartenenti al bacino della ex L.R.28/2008 e 8/2010, tenuto conto che lo scorso 31/12/2018 in base ai tavoli tecnici con le OO.SS. e all'accordo del 20/11/2018 si è proceduto alla sottoscrizione dei contratti a tempo indeterminato nei ruoli di Azienda Calabria Lavoro e, sulla base di un programma illustrato alle OO.SS. si doveva procedere ad una serie di passaggi fondamentali al fine di migliorare la condizione lavorativa di questi lavoratori, che ancora ad oggi sono a 18 ore". Lo scrive Gianluca Persico per la segreteria di Cisal Fpc.

"Dopo aver chiesto inutilmente incontro con due note rispettivamente datate 1 aprile 2019 e sollecito inviato lo scorso 24 aprile non abbiamo avuto alcun riscontro in merito a quanto evidenziato nelle missive con cui si evidenziavano le "criticità" emerse per una situazione che doveva, con molta speranza riposta dagli stessi lavoratori, aprire le porte ad un futuro senza più sofferenze e preoccupazioni per un "precariato" che si è trascinato per quasi un ventennio. Poi, ovviamente, abbiamo preso atto di quanto accaduto che ha inevitabilmente interrotto la gestione "ordinaria" del Dipartimento Lavoro e di Azienda Calabria Lavoro. Oggi però, con l'emergenza stipendi di tutti i lavoratori legati ad Azienda Calabria Lavoro e ovviamente includiamo i "Precari della L.R.15/2008 e i "Tirocinanti" la cui gestione è affidata all'Ente in House impone al Presidente e alla Giunta Regionale scelte coraggiose e non più rinviabili.
Naturalmente l'Appello è rivolto anche ai Dirigenti dei Dipartimenti che in qualche modo beneficiano quotidianamente dell'apporto di questi lavoratori che, ricordiamo, non hanno ancora definito l'utilizzo di questo personale e, da quanto sappiamo, si sta proseguendo con proroga della precedente"convenzione" con serio pericolo che alla fine di questo mese non potranno far consentire l'accesso dei lavoratori alle proprie postazioni di lavoro con le conseguenze che si possono immaginare.
Ma una volta risolta l'emergenza della gestione "ordinaria" caro Presidente occorre una riflessione seria sul futuro di questi lavoratori che non possono più restare a 18 ore in un Ente In-House che non garantisce un proprio futuro lavorativo. Occorre ragionare su una nuova impostazione di Calabria Lavoro in linea con i servizi che erogano questi lavoratori e soprattutto dei contratti di "Stabilizzazione" che sono stati sottoscritti dai lavoratori precari sulla base di programmi da Lei illustrati che tanta speranza avevano dato agli stessi che erano inseriti in un "PROGRAMMA DI STABILIZZAZIONE NAZIONALE" recepito dalla Regione Calabria con L.R.1/2014 in cui si prevedeva la stabilizzazione in una P.A.
In secondo luogo, tenendo conto della modifica della L.R. 5/2001 avvenuta con L.R. 52/2018 al netto degli "incidenti di percorso" era previsto che venissero fatti una serie di passaggi per definire in modo "compiuto" il loro utilizzo all'interno dell'Ente Regione e soprattutto il riconoscimento reale e concreto dell'appartenenza degli stessi ad una P.A.
Ovviamente siamo consapevoli del "momento" particolare e delle difficoltà a gestire con collaborazione l'apparato amministrativo della Regione ma non si può più tergiversare, occorre risolvere l'urgenza della gestione "Ordinaria" e garantire gli stipendi ma immediatamente dopo occorre convocare un tavolo per pianificare un immediato aumento delle ore per i lavoratori ex L.R.28/2008 e 8/2010 rimasti nelle stesse condizioni oltre a dare un volto nuovo ad Azienda Calabria Lavoro in modo da risolvere i problemi aperti e garantire alle famiglie dei lavoratori di poter sperare in un futuro senza affanni e soprattutto pessime sorprese.....".