Decreto sanità Calabria, Tallini: “Vergognosa occupazione del potere”

"Ora che il decreto Grillo sulla sanita' calabrese e' stato svelato e approvato, ci chiediamo: dove sono i soldi per potenziare i "pronto soccorso" che scoppiano in tutti gli ospedali della regione? E quelli per reclutare nuovi medici e nuovi infermieri? E quelli per acquistare le tecnologie all'avanguardia ? E quelli per sostenere la ricerca e la formazione dei medici ? E quelli per fare prevenzione sul territorio?". Lo afferma, in una dichiarazione, il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Tallini. "Dove sono - chiede ancora Tallini - i provvedimenti e le coperture finanziarie per realizzare i nuovi ospedali di Catanzaro e Cosenza? Niente di niente. Il nulla se non una vergognosa occupazione del potere che consegna ai commissari governativi la facolta' di nominare i Direttori generali e, a cascata, i direttori sanitari e amministrativi delle Aziende ospedaliere calabresi. Gli unici soldi previsti nel decreto sono quelli destinati ai Commissari per compensarli delle ulteriori responsabilita'. Incredibile. E mentre la Lega reclama autonomia assoluta sulla sanita' nelle Regioni del nord, affrancandole dal centralismo nazionale di governo, per la Calabria si segue la strada contraria, quello della sottrazione delle competenze alla Regione". "Noi - dice ancora il consigliere regionale - non siamo stati mai teneri con il presidente Oliverio, la cui azione nella sanita' e' stata fallimentare, a cominciare dall'uso politico ed elettorale delle nomine dei manager. Ma il rimedio imposto dal governo gialloverde ci appare assai peggiore del male perche' in pratica si limita alla sostituzione del potere di nomina dei direttori, che passa dal Governatore al Commissario ad acta. I cittadini calabresi sono stati illusi da un Consiglio dei Ministri che nulla di serio e concreto ha deliberato a favore della nostra terra. Se davvero il premier Conte e la ministra Grillo volevano affrontare con serieta' la drammatica situazione della sanita' calabrese, soffocata da anni di debiti e cattive gestioni, dovevano fare altro, prevedendo un massiccio investimento sul sistema sanitario calabrese per ridurre il gap con le altre regioni in termini di qualita' dell'assistenza, numero di personale, modernizzazione degli ospedali, promozione della ricerca scientifica e della formazione dei giovani medici".