Reggio Calabria
 

Motta San Giovanni (RC), Crea (Ancadic): “I governi passano, ma i problemi restano”

"In questa frazione di Lazzaro del Comune di Motta San Giovanni il tempo si è fermato al 1990. Da allora non abbiamo registrato iniziative non solo che portassero allo sviluppo del territorio, ma a salvaguardia della salute e incolumità pubblica ovvero per mettere in sicurezza strade comunali in frana, scuole, cimiteri, edifici pubblici non collaudati e dichiarati agibili, strade colabrodo, mancati controlli e suggerimenti negli interventi eseguiti da altri enti sul territorio comunale, soluzioni idriche riguardanti contrade ove l'acqua anche d'inverno arriva ai rubinetti soltanto per qualche ora al giorno (leggasi frazione Cambareri), per non parlare poi della consolidata e ingiustificata turnazione estiva, ed altro. Dopo due tornate elettorali e due legislature sotto la guida del primo cittadino Giovanni Verduci, nel 2007 si è insediata per altre due legislature la giunta Paolo Laganà. Il primo pensiero, se non l'unico, è stato quello di realizzare il nuovo polo depurativo dell'Oliveto, per un finanziamento di oltre 7 milioni di euro, ancora non completato con l'adduzione delle acque fognarie del depuratore di Motta località Castelli e la sua dismissione. Tale iniziativa era stata saggiamente accantonata dalla precedente amministrazione Verduci anche a seguito delle numerose segnalazioni del Comitato torrente Oliveto che insisteva nel rimarcare la inidoneità del sito anche per la sua pericolosità ricadente in area classificata nel Piano Assetto Idrogeologico a rischio esondazione R4. La giunta Laganà noncurante di quanto il comitato Oliveto continuava insistentemente a segnalare ha portato a compimento l'opera e dopo qualche anno, in data 19 settembre 2018 il GIP del tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo dell'impianto".

"Altri fallimenti: la realizzazione dei miseri parcheggi alla stazione ferroviaria, in numero insufficiente, la mancata realizzazione della strada di collegamento tra la fermata della stazione ferroviaria e il Lungomare Ottaviano Augusto. Ma c'è di più. Un'altra importante opera che sotto la Giunta Laganà inspiegabilmente non ha visto la luce è quella relativa al braccio lato mare della rotatoria di Lazzaro Centro che a seguito delle continue richieste della scrivente associazione l'opera è stata recentemente inserita nel piano degli interventi programmati dall'ANAS per un costo di 400.000,00 euro, unitamente alla rotatoria per Sant'Elia che prevede un costo di 600.000,00 e la sistemazione idraulica nel tratto di Ss 106 della contrada Oliveto per un costo di 300.000,00 euro. Altra cattedrale nel deserto riguarda la mancata realizzazione del IV braccio delle rotatoria per Motta che avrebbe permesso la naturale ricucitura della nuova infrastruttura con l'attuale viabilità via Agostino Plutino, ex via Vecchia provinciale. Dobbiamo registrare scelte nebulose da parte dell'Amministrazione comunale del tempo, invero l'ANAS ci ha comunicato che il braccio lato mare di collegamento alla viabilità comunale è stato concordato in sede di progettazione con gli Enti coinvolti, Comune di Motta San Giovanni e RFI ed è stato quindi inserito nell'intervento in appalto, da parte dell'impresa ALPINI. In incontri successivi è stata richiesta la non realizzazione di tale braccio. Solo nell'incontro tenutosi in data 10 settembre 2013, il Comune di Motta San Giovanni ne ha nuovamente richiesto la realizzazione. Ad oggi la rotatoria presenta il braccio lato mare ancora tronco e non è dato sapere perché. Pertanto, visto il religioso silenzio tenuto dall'amministrazione comunale, facendo seguito alle precedenti segnalazioni, essendo trascorsi alcuni anni dall'ultimazione dei lavori della rotatoria stessa, lo scorso 10 luglio abbiamo chiesto all'ANAS e alle articolazioni comunali interessando anche altre Istituzioni cosa si prevede per dare continuità e fruibilità al IV braccio tronco (lato mare) della rotatoria stessa, tanto per smentire quanto dichiarato nella nota del 3/4/2013 dove l'ANAS che attesta "tale viabilità laterale costituisce, nei fatti, un vicolo cieco e, pertanto, la sua realizzazione non avrà luogo", quindi se tanto dovesse essere la verità è stato chiesto quale sia il motivo che giustifichi un dispendio di danaro pubblico per la realizzazione del braccio tronco e quale sia il progetto di viabilità comunale che giustifica l'esistenza del braccio in discussione. In conclusione resta da dire che si è pensato ad una progettazione per la riqualificazione del lungomare Cicerone di Lazzaro, (opera già esistente) che prevede una spesa di 1,7 milioni di euro e per due brevi tratti di collegamento: stazione FS e via Ottaviano Augusto e IV braccio della rotatoria di Motta - opere importanti per lo sviluppo del nostro territorio nulla si fa. I motivi che hanno portato a queste scelte di cui i cittadini non sono stati informati presentano molte ombre e pongono tanti interrogativi". Lo scrive, in una nota, Vicenzo Crea, referente unico dell'Ancadic e responsabile del Comitato spontaneo "Torrente Oliveto".