Reggio Calabria
 

“L’estate inizia al MArRC, dove il sapere è musica”. Domani conferenza stampa congiunta promossa da Ecolandia

Per festeggiare l'arrivo dell'estate, giovedì 21 giugno 2018, appuntamento al MArRC, per una giornata di valorizzazione nella rete di sinergie tra i soggetti protagonisti della cultura nel territorio.
Alle ore 11.00, si terrà la Conferenza Stampa congiunta con Ecolandia scrl, promossa dal Parco Ludico Tecnologico Ambientale per presentare il programma estivo degli eventi nel Parco, suddiviso in quattro aree ispirate agli elementi fondamentali della natura e della mitologia greca: acqua, terra, fuoco, aria. Nell'ambito dell'incontro con i giornalisti sarà presentata la collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e il Consorzio Ecolandia per lo sviluppo di iniziative di valorizzazione e di promozione. Tra le attività, anche un servizio navetta che colleghi i due importanti luoghi della cultura calabrese nei giorni di programmazione degli eventi. Interverranno, con il direttore del Museo, Carmelo Malacrino: il presidente di Ecolandia, Tonino Perna, il responsabile della Comunicazione del Parco, Marcello Spagnolo, e l'amministratore unico dell'Azienda di Trasporti per l'Area Metropolitana di Reggio Calabria, Francesco Perrelli.
«I percorsi della conoscenza utilizzano varie modalità di apprendimento, attraverso l'intelligenza o l'esperienza», afferma Malacrino. «Attivare sinergie concrete tra i principali operatori della cultura, per conservare e trasmettere alle nuove generazioni le principali tradizioni della comunità calabrese, è una risorsa strategica di investimento sul futuro».
Il pomeriggio è tutto all'insegna della conoscenza, al MArRC. Un modo diverso per celebrare il solstizio d'estate. Il sapere è musica per l'anima.
Alle ore 17.30, in collaborazione con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria promuove la Conferenza della professoressa Paola Radici Colace, docente ordinario di Filologia classica all'Università degli studi di Messina, sul tema "Agamennone sul palcoscenico di Atene: Testi e immagini". L'incontro, con video proiezione, s'inserisce nel Ciclo sul "Teatro Antico. Dall'antico al moderno, storia e variazione del teatro classico nella tradizione occidentale". È la quinta conferenza su "Re, eroi ed antieroi: ascesa e declino del potere". Intervengono: il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, e la presidente del CIS, Loreley Rosita Borruto.

Radici Colace presenta così la figura di Agamennone, re dell'Argolide e capo degli Achei nella guerra di Troia: «Per la prima volta, credo, si mette a fuoco nell'ambito di testi teatrali la figura di questo condottiero, che ha "cavalcato la scena" come protagonista soltanto in due drammi: l'omonimo "Agamennone" di Eschilo, il primo di una trilogia dedicata alla sua morte per mano della moglie Clitennestra e degli eventi che ne seguiranno: la vendetta dei figli ad opera di Oreste, la persecuzione di quest'ultimo da parte delle Erinni e la sua assoluzione grazie all'intervento favorevole di Atena; poi Agamennone torna sulla scena teatrale da protagonista nel dramma di Euripide "Ifigenia in Aulide", rappresentato dopo la morte dell'autore». La figura di Agamennone, chiarisce la filologa, è davvero di un eroe-antieroe: «Un personaggio mostruosamente egocentrico, con comportamenti estremi, soggiogati dall'enorme ambizione e cupidigia». Non esita a sacrificare come un cerbiatto la figlia Ifigenia per propiziare venti favorevoli alla spedizione di Troia. «In guerra compie azioni che gli attirano l'ira di Achille e la scarsa simpatia degli altri comandanti greci. E quando torna a casa, dopo dieci anni, il primo pensiero per la moglie è di affidarle la principessa Cassandra, figlia di Priamo, re di Troia, presa prigioniera come bottino». Ma «pagherà il fio nella stessa notte del suo ritorno: Clitennestra lo uccide con un affettato colpo di scure mentre si sta facendo "borghesemente" il bagno».
Il direttore Malacrino commenta: «La collaborazione con il CIS è motivo di grande soddisfazione. Ci permette di raccontare con linguaggi diversi – come la narrazione storica o la rappresentazione teatrale – personaggi, realtà, contesti culturali, che danno voce ai reperti esposti al Museo. Così la conoscenza è musica per l'intelligenza e per il cuore dei nostri ospiti».