Cosenza
 

Occhiuto e la metro della discordia. Tutti contro ma lui insiste: “Si farà anche se ci vogliono boicottare”

occhiuto-metrotranviadi Mariateresa Ripolo - «Questa metro non s'ha da fare». Lo dicono i comitati, gli esercenti, i cittadini di Cosenza che, attraverso mobilitazioni e raccolte firme, esprimono da anni ormai il proprio disappunto nei confronti della realizzazione della metrotranvia che dovrebbe collegare Cosenza, Rende e l'Università della Calabria. Dal 2006 ad oggi 14 anni di rinvii, intoppi e un cantiere iniziato e mai terminato che divide la città di Cosenza. Della fine neanche l'ombra.

La risposta della Commissione europea. A determinare uno stop definitivo potrebbe essere una decisione presa dalla Commissione europea, la quale in risposta ad un'interrogazione dell'eurodeputata 5 stelle Laura Ferrara ha dichiarato che: «L'importo complessivo previsto dal programma operativo regionale della Calabria 2014-2020 a sostegno della realizzazione del progetto Metrotranvia è pari a 160 milioni di euro. Alla fine di febbraio 2020 l'autorità di gestione ha comunicato alla Commissione in forma scritta che i costi stimati sono aumentati di ulteriori 60 milioni di euro». Un aumento che metterebbe in discussione l'intero progetto, secondo l'autorità di gestione infatti, la sua realizzazione «sta risentendo di gravi ritardi» per cui «intende ritirarlo».

Insomma una bocciatura in piena regola per quella che da alcuni è stata definita un'opera "inutile", addirittura "dannosa" per l'ambiente, "uno spreco economico" da evitare. Ad oggi costerebbe 220 milioni di euro.

Ma Mario Occhiuto non è della stessa opinione. Il sindaco di Cosenza non molla e rimanda al mittente la notizia dello stop dei lavori: «Si farà», dice ai nostri microfoni. "È un progetto già appaltato, le opere sono in corso, quindi non credo ci siano problemi".

«Non mi risulta che siano 60 milioni in più – ha inoltre specificato il primo cittadino che su invito dei Presidenti delle Commissioni consiliari lavori pubblici e trasporti, Anna Rugiero e Gisberto Spadafora, ha partecipato ai lavori dei due organismi consiliari proprio per fornire chiarimenti sulla prosecuzione dei lavori della metro tranvia – A me ne risultano 40».

Ma quindi da dove nasce la polemica sul no della Commissione europea?

«La polemica nasce dal disfattismo, - afferma lapidario - dalla volontà di non avere mai realmente le opere nel nostro territorio, questo ha sempre causato problemi». Secondo Occhiuto la notizia sarebbe frutto di un attacco politico poiché: «La mia amministrazione – dice – dopo tanti anni è l'unica che è riuscita a realizzare concretamente opere sul territorio, dall'altra parte c'è disfattismo e boicottaggio».

Progetto scaduto ma «tutto nella norma». Il sindaco di Cosenza parla di un possibile «disastro», semmai l'opera non dovesse portarsi a compimento. «Si dovrebbe pagare il risarcimento dei danni all'impresa», ci spiega. 25 milioni di euro di danni alla Cmc, Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna. «Il tempo rispetto al finanziamento è già scaduto, come accade per tutte le altre opere, non vengono mai rispettati, – spiega Occhiuto – c'era anche per il ponte di Calatrava, per il planetario, per le piazze, ma i tempi purtroppo in Italia e anche in Calabria non sono mai rispettati tant'è che si parla già da tempo della legge "Sblocca Cantieri" perché i cantieri per una serie di problemi sono sempre rallentati». «Mi sto battendo strenuamente – ha dichiarato infine Occhiuto – perché la Regione Calabria e tutti coloro che a suo tempo hanno sottoscritto l'accordo di programma capiscano l'importanza strategica dell'infrastruttura». Difficile, dunque, che la Regione non accolga il suo accorato appello, se si considera che l'attuale Presidente Jole Santelli è anche l'ex braccio destro del primo cittadino di Cosenza, città nella quale Santelli ha ricoperto la carica di vicesindaco da giugno 2016 a dicembre 2019.

Inchieste e sequestri. Sulla realizzazione della metrotranvia Cosenza-Rende pende, infine, un'altra spada di Damocle: l'inchiesta "Passepartout" che vede coinvolti oltre a Mario Occhiuto, anche l'ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, l'ex vicepresidente della Regione Nicola Adamo insieme ad altri. Il procedimento avviato dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro aveva ipotizzato una serie di illeciti nell'affidamento e nella gestione di diversi appalti di opere pubbliche, tra cui figura anche quello della metro leggera di Cosenza.

Ultima "magagna" per Occhiuto in ordine di tempo è, invece, il sequestro di piazza Bilotti ad aprile 2020. «L'ipotesi di reato contestata a vario titolo è falso relativo agli atti della procedura di collaudo dei lavori di intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione ricreativo-culturale dell'opera». In questo caso l'inaugurazione dell'opera completata nel 2016 sarebbe addirittura avvenuta senza certificato di collaudo, condizione imprescindibile all'apertura al pubblico. Occhiuto avrebbe premuto affinché si accelerassero i tempi per l'inaugurazione della piazza a dicembre del 2016 «spingendo il direttore dei lavori Francesco Tucci a falsificare la documentazione per il collaudo statico». Insomma, un modo alternativo per terminare i lavori, in attesa dello "Sblocca Cantieri".