Catanzaro
 

Catanzaro, “Il grido del silenzio”: un convegno per dire stop alla violenza sulle donne

L'Associazione "Universo Minori", presieduta dalla dottoressa Rita Tulelli, ha organizzato un convegnoche affronta il delicato argomento della violenza sulle donne. Il convegno si è tenuto stamane presso l'Istituto Comprensivo Mattia Preti, erano presenti oltre alla dottoressa Tulelli, il dirigente scolastico dell'Istituto Angelo Gagliardi, l'onorevole Angela Napoli presidente dell'Associazione "Risveglio Ideale", monsignor Giuseppe Silvestre e la professoressa Santina Quattromani. Durante il convegnosi è parlato anche del libro: "Il grido del silenzio" dell'autrice Bakhita Ranieri, ed è emerso che per quanto, purtroppo, antichissimo sia, il problema della violenza contro le donne solo ora sta acquistando una dimensione culturale, e perciò anche sociale e politica.

Le cronache riferiscono spesso episodi di violenza, e comunque di violazione della volontà. Alcuni ottengono riscontro perché concernono vittime e protagonisti di una certa notorietà.

Bisogna perciò sottrarre il dibattito ad ogni forma di sensazionalismo, ad ogni luogo comune, e ricondurlo in termini concreti e definiti, anche, forse soprattutto, dal punto di vista giuridico.

È inutile domandarsi se il numero dei casi sia in aumento rispetto al crescere della popolazione; e forse non è così. Rimane comunque un vulnus alla dignità delle donne, e, attraverso loro, alla dignità del genere umano. Sotto il profilo giuridico, è questa la vera novità: la violenza non è più considerata un atto contro la morale, ma un atto contro la persona e la libertà.

La violenza va perseguita dunque come tale, e attraverso regolari procedimenti, che riescano a coniugare la certezza del diritto con il rispetto delle persone.

Devono intervenire le diverse componenti della comunità, concorrendo tutti allo stesso scopo: prevenire e ridurre ed eliminare ogni violenza, e in particolare quella contro le donne.

Sono necessari interventi concreti da parte della società e delle sue strutture. Le donne minacciate, o già oggetto di violenza, devono trovare sostegno non solo morale, ma anche effettuale.