Catanzaro
 

Operazione “Orthrus”, il boss Chiefari tra i portatori della statua della Madonna delle Grazie durante la processione

Video carabinieri 14 ottobreUno degli esponenti di vertice della cosca Iozzo-Chiefari, colpita questa mattina dall'operazione anti-'Ndrangheta "Orthrus" condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Dda di Catanzaro, e' stato tra i "portatori" della statua della Madonna delle Grazie nel corso della processione dell'annuale festa, l'evento religioso piu' sentito dalla comunita' di Torre di Ruggiero e meta di molti fedeli e turisti. L'episodio, riporta l'Agi, e' stato reso noto dal comandante provinciale del Reparto operativo dei Carabinieri, il tenente colonnello Giuseppe Carubia, nel corso della conferenza stampa sui risultati dell'operazione. In un video diffuso dai militari dell'Arma, si vede infatti Antonio Chiefari, ritenuto dagli inquirenti il reggente dell'omonimo clan 'ndranghetista, portare in spalla il simulacro della Madonna delle Grazie nella processione svolta a Torre di Ruggiero nel corso della festa del 9 settembre 2017. "L'episodio - ha spiegato il tenente colonnello Carubia - rientra nella tradizionale iconografia della 'Ndrangheta, testa alla ricerca di visibilita' e riconoscimento sociale".

LE ARMI DA GUERRA DEI CLAN -Mitra, kalashnikov, fucili, pistole, persino una bomba rudimentale, ma dall'altissimo potenziale esplosivo. Nell'operazione "Orthrus" con cui i Carabinieri, coordinati dalla Dda di Catanzaro, hanno sgominato la cosca di 'Ndrangheta Iozzo-Chiefari, attiva nel basso Jonio catanzarese, e' stato scoperto un vero re proprio "arsenale" di armi a disposizione del clan. In particolare, i militari dell'Arma hanno ritrovato due kalashnikov, quatto fucili soprapposti, 10 pistole e anche un ordigno artigianale di un chilo e mezzo che, in caso di esposizione, avrebbe potuto danneggiare un edificio. Secondo quanto reso noto dagli investigatori nel corso della conferenza stampa, la "santabarbara" della cosca si trovava in un deposito a Chiaravalle Centrale (Catanzaro), il centro piu' importante nel quale il clan Iozzo-Chiefari esercitava sua influenza. Il deposito era nella disponibilita' di una delle persone coinvolte nell'operazione. Le armi clandestine, alcune con matricole abrase con relativo munizionamento, erano occultate in buste e contenitori di cartone sparsi confusamente in tutto il locale. Armi e ordigni sono stati sequestrati dai militari per essere sottoposti a perizia balistica per le comparazioni con eventi delittuosi. "L'ingente quantitativo di armi ritrovate, tra cui alcune da guerra - hanno commentato gli inquirenti - testimonia la grande potenzia di fuoco e la grande pericolosita' della cosca Iozzo-Chiefari".