Catanzaro
 

La Cineteca della Calabria omaggia Kieslowsky e la cultura polacca

Ospiti internazionali per la XII edizione del Premio Mario Gallo, organizzato dalla Cineteca della Calabria con il sostegno della Regione Calabria negli eventi storicizzati e quello del Ministero per i beni e le attività culturali. Venerdì 26 ottobre alle ore 20,30 una serata speciale al Cinema Garden di Rende, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale, per premiare il protagonista del cinema di Krzysztof Kieślowski, l'attore polacco Jerzy Stuhr, insieme al direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Cracovia Ugo Rufino. Nell'occasione sarà proiettata una copia restaurata del 10° episodio del Decalogo, Non desiderare la roba d'altri. Il Decalogo di Kieslowski, che ebbe grande successo internazionale alla fine degli anni 80, rappresenta un caso singolare per via della sua particolare struttura. Si tratta, infatti, di un unico film composto da dieci episodi fra loro indipendenti, ognuno per quanti sono i Comandamenti dell'Antico Testamento, un confronto fra la parola di Dio e quella dell'uomo contemporaneo. Guardando al modello di autori come Dreyer, Bresson e Bergman, il regista polacco conferma la sua cifra stilistica nell'austerità come veicolo per scrutare l'animo umano, intessendo di simboli e metafore ogni episodio. Jerzy Stuhr, di orini austriache, è considerato in Italia l'ambasciatore del Teatro Polacco. Dagli anni Ottanta è iniziata la grande avventura con la cultura italiana, incontrando artisti del teatro e del cinema italiano come Adriana Asti, Michele Placido e Nanni Moretti, lavorando poi al Piccolo di Milano e allo Stabile di Genova. A partire dal film Blizna (1976) inizia l'importante collaborazione con Krzysztof Kieślowski, per il quale interpreta fra gli altri Il cineamatore (Amator) (1979) e Decalogo 10 (Dekalog, dziesięć) (1989).Esordisce con successo alla regia teatrale nel 1985 con il monologo Il contrabbasso di Patrick Süskind, del quale è anche interprete. Nel corso degli anni novanta dirige poi diverse opere shakespeariane.

Esordisce invece alla regia cinematografica solo nel 1995, con Spis cudzołożnic, tratto da un romanzo di Jerzy Pilch. Nel 1997 la sua seconda opera cinematografica, Storie d'amore (Historie miłosne) (1997), dedicata a Kieślowski, scomparso l'anno precedente, viene presentata in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, dove vince il Premio FIPRESCI e altri riconoscimenti collaterali. Ritorna a Venezia due anni dopo con Sette giorni nella vita di un uomo (Tydzien z zycia mezczyzny). Il successivo Duze zwierze (2000), da una sceneggiatura di Kieślowski, vince il premio speciale della giuria al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary.