Sanità, la Cgil Calabria chiede incontro al ministro Speranza

Speranza Roberto nuova 19 settembre"L'emergenza sanitaria Calabrese merita una particolare attenzione nel panorama nazionale, non a caso il precedente Governo nazionale le ha destinato un Decreto Speciale, che riteniamo vada emendato e/o modificato come strumento straordinario che si aggiunge alla situazione straordinaria dettata dal Commissariamento per il Piano di rientro e alla stessa precarietà del S.S.R.". Le Segreterie Regionali di Cgil e Fp Cgil Calabria insistono oggi, in occasione della manifestazione dei precari tenutasi davanti alla Cittadella, hanno rinnovato, attraverso anche la deputazione parlamentare calabrese e la Prefettura di Catanzaro, la richiesta al Commissario Cotticelli di un tavolo di confronto sull'intero sistema sanitario calabrese.

"Le problematiche della sanità calabrese – affermano Cgil e Fp Cgil Calabria – concorrono con quelle riferite alle rivendicazioni nazionali per il Patto per la salute, a partire da un maggiore finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale che nel caso specifico della Calabria significherebbe poter contare su maggiori risorse per meglio affrontare le questioni della politica sanitaria regionale, a partire dalla possibilità di riconoscere standard organizzativi alle proprie aziende ospedaliere e territoriali adeguati a rispondere positivamente al diritto alla salute con una adeguata e legittima declinazione dei L.E.A. , superando la tempistica delle lunghe liste d'attesa e riformando il S.S.R. con processi innovativi della rete ospedaliera (contemperati dalla necessaria innovazione tecnologica e dalla cantierizzazione per la prevista costruzione dei nuovi ospedali) e il decollo della medicina del territorio con la promozione delle case per la salute, crocevia necessario per promuovere l'integrazione socio-sanitaria.

Nella sanità calabrese risultano vessati operatori (sia precari che stabili) e cittadini, ognuno per proprio conto fa le spese di un sistema che negli anni ha prodotto indebitamento senza apportare risposte al diritto alla salute e facendo i conti con la ultra-decennale attività di commissariamento per il Piano di rientro che di fatto, ad oggi, non ha risposto alle esigenze di riduzione del disavanzo ed anzi, si è assistito ad una spesa sanitaria fuori controllo, ne sono intervenuti correttivi, a partire dal contenimento della spesa per mobilità passiva, che tra l'altro ha riguardato anche spese per prestazioni non annoverabili tra quelle del panorama dell'eccellenza medica.

Inoltre è aumentato il numero dei casi di mala sanità e la criminalità ha trovato terreno fertile all'interno delle Aziende Sanitarie, infatti ben due di queste (Asp di Reggio Calabria e di Catanzaro) sono state commissariate dal Ministero del'Interno per infiltrazione mafiosa.

Il 2 Agosto u.s., per ultimo, unitariamente è stata indetta una giornata di mobilitazione che è stata animata da presidi di operatori e cittadini davanti alle Prefetture Calabresi e le rispettive delegazioni sono state ricevute dai singoli Prefetti ai quali è stato consegnato il documento rivendicativo (allegato),che riassume le criticità e le proposte per il S.S.R., da consegnare ai competenti Ministeri e all'intero Governo nazionale.

Nel frattempo si consumava la crisi di governo nazionale e quindi alcun riscontro e/o confronto è stato effettuato se non quello di un atteggiamento anti-sindacale del Commissario, Generale Cotticelli che,dopo avere sottoscritto un Accordo per la proroga di operatori precari a garanzia della continuità del servizio e dell'assistenza sanitaria, lo ha disatteso pregiudicando in maniera grave il rapporto operatori-posti letto, tra l'altro in un periodo particolare, quello estivo che misura la criticità d'organico per le previste ferie degli operatori.

Si valuta in Mille unità lavorative la perdita per il venir meno dell'impegno previsto nel Protocollo sottoscritto l'8 Maggio u.s. (allegato) che si aggiungono ad un'ancora non meglio quantificata perdita di lavoro di operatori impegnati nelle attività esternalizzate, per servizi essenziali, per i quali non si è proceduto all'espletamento di nuovi appalti e quindi a nuovi contratti ed alla conseguente continuità lavorativa degli stessi lavoratori impegnati per i quali chiediamo di valutare nell'ambito delle politiche di razionalizzazione e riorganizzazione delle Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere interessate processi di reinternalizzazione dei relativi servizi, con il conseguente reclutamento diretto, in ossequio alla clausola di salvaguardia occupazionale e quindi a garanzia della continuità lavorativa di operatori che a tutt'oggi sono impegnati in attività di protesta, permanendo sui tetti dei presidi sanitari e che tale situazione potrebbe subire un aggravamento sistemico delle relative problematiche allo scadere dei contratti di lavoro di ulteriori lavoratori.

Per quanto sinteticamente sopra riportato – aggiungono – riteniamo necessario un confronto con il neo Ministro della Salute al fine di avviare un confronto concertativo che abbia come riferimento:

la necessità di maggiori risorse nell'ambito del riparto per ridefinizione del Fondo sanitario Nazionale;

la verifica dell'attività di Commissariamento per il Piano di rientro dal debito sanitario e relativa attuazione, anche in considerazione della completa assenza di relazioni sindacali con lo stesso Commissario;

la valutazione delle necessarie modifiche da apportare al Decreto Speciale Calabria;

la richiesta di un intervento straordinario per l'affiancamento e la concertazione nelle attività per una nuova e confacente programmazione-riorganizzazione sanitaria regionale (Piano Sanitario Regionale) afferente la rete ospedaliera, la medicina del territorio e la prevenzione;

le Deroghe alle normative in materia di stabilizzazione e assunzione di personale, la Calabria risulta carente di quasi 5.000 operatori (tra personale medico ed infermieristico) rispetto agli effettivi, necessari e legittimi fabbisogni delle rispettive aziende;

il Controllo della spesa per Mobilità Passiva e attuazione degli strumenti necessari per il suo contenimento;

la Verifica appalti servizi esternalizzati dalle aziende sanitarie ed ospedaliere con eventuale superamento degli stessi attraverso la promozione di processi di re-internalizzazione, con garanzia di continuità occupazionale per gli attuali operatori e apportando in maniera conseguente il beneficio della diminuzione della relativa spesa;

l'Attività di accelerazione per: la costruzione dei previsti nuovi ospedali, la innovazione tecnologica e contestuale confronto sulla rideterminazione delle risorse (ex art.20) per i relativi ulteriori interventi;

la necessità di affiancamento dell'attività dei Commissari, nominati dal competente Ministero, delle Aziende disciolte per infiltrazione mafiosa".