Decreto sanità Calabria, Siclari (FI) scrive a Mattarella

"Dopo aver atteso invano la risposta del Ministro Grillo ai ripetuti appelli di presentarsi in Commissione Igiene e Sanità per confrontarci serenamente sulle necessarie modifiche per migliorare il decreto Calabria ho deciso di scrivere direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché il diritto alla salute è un diritto di tutti e non ha colore politico o di partito. Sono contento della risposta dei cittadini calabresi che domani saranno a Roma a chiedere di essere ascoltati dal Governo e, anche chi non potrà esserci sarà reso partecipe grazie a tutte le reti calabresi che hanno accettato il mio invito a trasmettere la diretta dei lavori di aula e della manifestazione a Piazza Montecitorio, con le reti unificate".

Il senatore forzista Marco Siclari non arresta la sua battaglia e senza attendere oltre le risposte di un Governo che si è dimostrato sordo al grido di una Calabria esausta e ha deciso di scrivere direttamente alla più alta carica dello Stato

"​Egr. Sig. Presidente mi permetto di scriverLe, da cittadino, da calabrese e da medico ancor prima che da Senatore della Repubblica, perché non posso restare inerme di fronte alla discussione, che stiamo affrontando in Senato, sul disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35, recante misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria.

​Mi rivolgo al Lei Presidente, come Capo dello Stato, come primo cittadino italiano, per rappresentare due circostanze che mi angosciano e che preoccupano per il futuro del Paese, della democrazia parlamentare e del principio di uguaglianza nella nostra beneamata Italia.

​In primo luogo penso alla decretazione d'urgenza, sempre abusata nel nostro ordinamento oltre i limiti costituzionalmente imposti, ma che il Governo in carica ha inteso e sta interpretando come una sorta di iniziativa legislativa acceleratissima per approvare in tempi brevissimi i provvedimenti spot annunciati: il bicameralismo è stato di fatto soppresso; ed infatti procedendo sempre e per ogni materia con la decretazione d'urgenza, si è determinata la situazione per cui l'unico ramo del Parlamento che possa modificare e/o migliorare un provvedimento normativo sia il primo che ne discute il testo, senza che l'altro possa far altro che limitarsi a votarlo e quindi ad approvarlo, visto la maggioranza che ha introdotto questo "nuovo" procedimento legislativo.

​In secondo luogo penso alla mia Calabria che ha diritto ad essere pensata e trattata meglio dalla politica, che troppo spesso la usa quale bacino elettorale e poi la relega all'abbandono più totale. Il c.d. Decreto Sanità Calabria offende la mia regione perché non affronta l'emergenza sanitaria che i calabresi sono costretti a subire, dovendo pagare per curarsi o emigrare per curarsi o rinunciare alle cure ed inoltre perché parte dal presupposto che in Calabria tutto sia riconducibile alla criminalità organizzata.

​Presidente su entrambe le offese la Calabria attende la scuse di uno Stato che non è stato spesso in grado di risolvere i problemi e che deve trattare tutti cittadini come Italiani, senza distinzioni. Le chiedo di intervenire, nelle forme che riterrà opportune per richiamare l'attenzione su entrambe le questioni che mi sono permesso di segnalarLe.

​Il prossimo 18 Giugno in Piazza Montecitorio ci saranno tutti i rappresentanti di tutte le categorie ed associazioni di tutta la Calabria, dal personale ospedaliero alle strutture private accreditate e convenzionate, dai medici ai malati: si tratta della Calabria sana e pulita che reclama il Diritto alla Salute, che questo Governo, non discutendo e non accogliendo i 152 emendamenti, che nascono dalle istanze del territorio, delle associazioni e delle categorie, sta mortificando. Confido nella Sua intermediazione per consentire ad una delegazione dei manifestanti di essere ricevuta dal Ministro della Salute per ascoltare il grido di dolore della Calabria".