Sanità, Forza Italia attacca il Governo: "Calabria colonizzata da Lega e M5S"

''Il decreto del governo sulla sanità calabrese non tiene minimamente in considerazione le esigenze sanitarie, concentrandosi in via quasi del tutto esclusiva sulla maggiorazione degli stipendi di manager, commissari e loro 'sub'. Un provvedimento politicamente scandaloso, che inficia il livello delle prestazioni sanitarie e che serve unicamente a fare della Calabria il bancomat elettorale e non solo degli amici e sodali politici che con le cifre da capogiro che guadagneranno attueranno una sorta di prelievo forzoso a scapito di un comparto fondamentale come quello sanitario". Lo afferma il deputato di Fi, Maurizio D'Ettore, membro della Commissione Bilancio della Camera. "Così come appare incredibile che per la 'nuova' normativa l'incarico di Commissario straordinario, nonché quello di Commissario ad acta ovvero dei suoi subcommissari, sia valutabile quale esperienza dirigenziale (quindi si potrà nominare chiunque abbia un minimo di generica esperienza, e tale nomina sarà considerata come esperienza dirigenziale per l'accesso successivo agli elenchi nazionali!)". "Un pasticcio a cui si aggiunge la chiara volontà del Governo di subordinare del tutto la sanità calabrese alla mano governativa, costruendo una sorta di protettorato locale che risponde ad interessi politici estranei alle esigenze di tutela della salute di un'intera regione", conclude D'Ettore.

"Il provvedimento varato dal governo sulla sanità calabrese urla vendetta. Un'accozzaglia di millantati buoni propositi che, invece di provare a incidere in meglio su un settore determinante per i cittadini, mirano semplicemente ad alzare i compensi per i commissari ad acta, i sub-commissari e i direttori generali nominati o indicati dal governo". Così, in una nota, il vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera, Stefano Mugnai. "Invece di investire in strutture e personale sanitario a tutti i livelli, il governo punta sui manager incaricati di gestire la salute e i soldi dei calabresi. Bell'esempio del dichiarato intento grillino di tenere la politica fuori dalle nomine della sanità. O questa intenzione vale solo per l'Umbria, oppure, anche in questo caso il governo conferma di predicare molto bene e razzolare decisamente male", conclude.

"Un provvedimento osceno, incostituzionale, che balcanizza la sanita' calabrese e considera la nostra regione come il Venezuela". Lo afferma il coordinamento regionale di Forza Italia Calabria commentando il decreto del consiglio dei ministri "che espropria la Regione - si legge in un comunicato - di ogni potere residuo sulla Sanita' Prevedere che la figura dei commissari - direttori generali possa essere acquisita anche fuori dall'elenco nazionale e' una bruttura giuridica che si fa beffa delle regole di cui i Cinquestelle hanno sempre fatto la loro bandiera. La montagna di soldi in piu' trasferita ai commissari - continua la nota - e' un'altra aperta violazione delle norme contrattuali che disciplinano il rapporto di lavoro. Ma il massimo - scrive il coordinamento regionale di Forza Italia - viene raggiunto quando si deroga alle norme sul contraddittorio, violando un principio sacrosanto sigillato nella legge 241 e confermato piu' volte dalla Consulta". Secondo FI, "tutto il decreto e' un insulto alle leggi costituzionali e alle norme di settore, un insieme di codicilli che dimostra un autoritarismo vergognoso del governo gialloverde. La Calabria viene colonizzato da chi reclama autonomie per le altre Regioni, il tempo giusto per mettere le mani sulla gestione nel periodo preelettorale. Siamo dinanzi a uno scempio, di cui il governo regionale e' correo per le sue gravissime colpe maturate in un quadriennio di nomine clientelari. I cittadini della Calabria - e' scritto infine - sono considerati di serie B dal Governo e nessun miglioramento dei servizi sara' registrato, con la crescita dell'emigrazione sanitaria e l 'impoverimento di una Calabria tradita dal governo locale Pd e colonizzata da Lega e Cinquestelle".

"Il dl Sanità approvato dal Cdm non è altro che l'ennesimo slogan del governo gialloverde, con l'aggravante di una sequela di sprechi che vanno sotto il nome di compensi maggiorati per i manager del settore, un'autentico schiaffo ai calabresi gravati già da costi esorbitanti per i servizi sanitari basilari." Lo dichiara Maria Tripodi deputato e vice coordinatore regionale di FI Calabria, che prosegue : "il tema della Sanità non può essere derubricato ad una semplice passerella negli ospedali a favore di telecamera, il decreto è privo delle soluzioni che invece necessiterebbero, non è un caso che alcuni sindaci chiedano strutture ospedaliere adeguate ai bisogni del territorio. L'esecutivo di Conte e Company da' l'ennesima dimostrazione di approssimazione, pressapochismo e inadeguatezza", conclude l'esponente azzurra.