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La “Grammatica italiana scritta in versi dialettali”: il metodo rivoluzionario per imparare l’italiano pensato negli anni ’50 dal professore Vincenzo Guerrisi Parlà

presentazionegrammaticadi Mariateresa Ripolo - "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza", recita la celebre frase scritta da Dante nel ventiseiesimo Canto dell'Inferno e pronunciata da Ulisse che si apprestava ad esortare i membri del proprio equipaggio affinché non si fermassero davanti alle colonne d'Ercole, ma continuassero il proprio viaggio perseguendo l'ideale secondo cui la vita per essere vissuta davvero deve essere dedicata alla conoscenza.

Scritta nel 1954, ma ritrovata per caso dalla figlia soltanto nel 2002, "La Grammatica italiana espressa in versi dialettali ad uso delle scuole elementari" è forse l'opera che rappresenta al meglio l'animo e l'intento di Vincenzo Guerrisi Parlà, storico professore di Bovalino, da tutti conosciuto semplicemente come "U Professuri" in quanto del suo mestiere ne aveva fatto uno stile di vita. Ancor prima del celebre Maestro Manzi, il professore Guerrisi aveva capito quanto conoscere l'ignoto (la lingua italiana in questo caso) fosse importante per creare una cultura comune e condivisa attraverso il linguaggio e la comunicazione affinché non ci potessero essere scogli insormontabili nella comprensione dell'Altro, tanto che negli anni '50 collabora attivamente all'ULNA (Unione Nazionale Lotta Analfabetismo), nel processo di alfabetizzazione degli adulti attraverso l'istituzione di scuole serali.

Saper parlare correttamente in italiano per un adulto o un bambino nella Calabria degli anni '50 poteva sembrare un'utopia, il dialetto era la lingua "ufficiale" dei paesini e l'italiano era considerato alla stregua di una lingua straniera, per la maggior parte delle persone totalmente incomprensibile. Così nasce l'idea di redigere una grammatica italiana in dialetto calabrese per renderla comprensibile a tutti, un'idea che si è trasformata nella pubblicazione di un'opera edita da Pellegrini Editore.

"Mio padre nel 2002 mi ha dato la possibilità di accedere ai suoi scritti attraverso i quali ho avuto l'opportunità di conoscerlo meglio come poeta e scrittore, sono rimasta stupita da quello che ho trovato", ci ha raccontato, in occasione della presentazione della Grammatica a Bovalino, Marinella Guerrisi, figlia del professore e presidente dell'associazione culturale "Vincenzo Guerrisi Parlà", nata nel 2011, un anno dopo la sua scomparsa.

La serata si è svolta alla presenza di ospiti e relatori illustri: l'Avv. Paolo Graziano, il Dott. Walter Pellegrni (Editore), il Sindaco di Bovalino Vincenzo Maesano, la Prof.ssa Donatella Autelitano (Dirigente Unla Bovalino), l'on. Vitaliano Gemelli (Presidente Nazionale Unla),la Prof.ssa Anna Costa, il Prof. Franco Giordano, la Dott.ssa Alessandra Polimeno. Tra un intervento e l'altro sono stati letti da Massimo Rimini alcuni passi dell'opera, versi che hanno riscosso un grande successo da parte di un pubblico particolarmente attento e partecipativo.

Durante la serata è stata, inoltre, espressa la volontà, sia da parte dei relatori che dalla famiglia del Professore di Bovalino, di istituire un premio che possa ricordare la storica figura di un uomo di cultura che attraverso una dedizione innata verso il mestiere di insegnante ha saputo lasciare non solo ai propri alunni, ma a quanti lo hanno conosciuto un segno indelebile: "In-segnare, se ci pensiamo è lasciare un segno dentro chi ci ascolta e impara da noi", ha spiegato la professoressa Costa durante il suo intervento.

Un segno che il Professore Guerrisi ha lasciato e potrà continuare a lasciare a Bovalino grazie al fatto che la sua Grammatica verrà distribuita ai ragazzi delle scuole medie.

"Nello statuto dell'Associazione è previsto un premio dedicato a mio padre, voglio curare personalmente la sua immagine e far pubblicare alcuni suoi scritti inediti", ha concluso la figlia Marinella Guerrisi.